Maria Zanolli al premio Fiumi Nella Giuria ristretta del Concorso Microeditoria di Qualità 2013 c’è Maria Zanolli (nella foto mentre ritira il Premio Fiumi), una giovane e sensibile poetessa bresciana, che alla Microeditoria 2012 ha esposto  delle tavole tratte da Dopo le parole, il libro pubblicato per Campanotto con l’illustratrice Laura Veronesi.

Autrice di un altro libro di poesia, pubblicato sempre da Campanotto (Due, del 2006), Maria Zanolli è giornalista del dorso Brescia del Corriere della Sera, oltre che collaboratrice di riviste letterarie (nella foto sotto a Roma per Nuovi Argomenti), curatrice di mostre, eventi culturali e progetti di comunicazione per l’impresa.

Maria Zanolli a Roma per Nuovi Argomenti

Il concorso prevede che ogni anno i libri proposti dagli editori vengano distribuiti in alcune fra le biblioteche della Rete Bibliotecaria Bresciana per essere letti e valutati dagli utenti delle biblioteche dalla primavera fino alla fine dell’estate. La giuria si riunisce fra settembre e ottobre per raccogliere le schede di lettura degli utenti delle biblioteche, leggere i libri che sono stati letti in misura minore, discuterne insieme e infine assegnare ad ogni categoria i marchi di qualità e un premio. Nella giuria ristretta si stabilisce un po’ informalmente una distribuzione di compiti che porta alcuni giurati a concentrarsi sui libri per ragazzi, per esempio, oppure sulla saggistica o appunto – come Maria Zanolli, per ovvi motivi – sulla poesia. Abbiamo pensato quindi di pubblicare questa conversazione con un altro membro della giuria, il Responsabile del Sistema Bibliotecario Sud Ovest bresciano Fabio Bazzoli, per richiamare l’attenzione sulla categoria, forse un po’ trascurata, della poesia.
Fabio Bazzoli (FB): Nel ringraziarti ancora di avere partecipato, ti chiedo subito di dirci qualcosa in generale su questa esperienza di membro della Giuria ristretta. Per noi altri giurati, ti anticipo, è stata ottima. Ho partecipato a quasi tutte le riunioni del Premio più o meno dalla sua nascita e, di fronte ai molti libri di poesia che pervenivano (in genere più di quelli arrivati nel 2013), ricordo che abbiamo sempre avvertito un certo disagio. La Giuria è composta da lettori che non si sentono su un piano diverso rispetto a quelli che, nelle biblioteche, hanno espresso le valutazioni e dato i giudizi sulle schede. Siamo direi uno dei moltissimi gruppi di lettura attivi nelle biblioteche bresciane  e italiane . Siamo quindi quasi tutti lettori poco competenti di poesia, perché (purtroppo) come la media dei lettori delle biblioteche, e in Italia in generale, la conosciamo e la pratichiamo meno di quanto facciamo con gli altri generi editoriali. Inoltre, sempre e per lo stesso motivo, i titoli di poesia ricevono pochissime valutazioni dei lettori. Più che fare una sintesi dei giudizi già espressi dalla giuria popolare, come nelle altre categorie del premio, siamo chiamati a dare una valutazione basandoci solo su di noi. La tua presenza è stata rassicurante fin dal suo annuncio.

Maria Zanolli (MZ): Grazie Fabio, per me è stata un’esperienza stimolante e interessante. Leggo poesia quotidianamente perché per poter scrivere poesie (così come romanzi e saggi) bisogna leggere tantissimo. Per la poesia, in particolare, scoprire i “segreti” degli altri poeti, ciò che si cela dietro un componimento, la sua musica, il ritmo, la struttura, i termini utilizzati, è il primo passo per entrare nelle parole e in un certo senso appropriarsene.

Quindi qualsiasi occasione che mi possa dare l’opportunità di leggere poesia e analizzarla, come è stato per il concorso della Microeditoria, è un arricchimento personale e sono lieta di averlo fatto per voi quest’anno. È un vero peccato che la poesia in Italia “si frequenti poco”, anche se sono certa che abbia altissime potenzialità di coinvolgimento e interesse. Bisognerebbe, e ne sono convita, cambiare i luoghi e modi di fruizione, farla uscire dai “palazzi” e portarla alla gente.
FB: Ora ti chiedo una valutazione invece più focalizzata sui libri che erano in concorso quest’anno.

MZ: Dei sedici libri che ho letto, a una prima valutazione, ne avevo selezionati cinque che in qualche modo si distinguevano rispetto agli altri. In generale però il livello delle opere che ci hanno inviato gli editori non mi è sembrato molto alto, e non è stato difficile scremare e individuare i titoli sui quali poi ho chiesto una valutazione anche degli altri membri della giuria. Dopo una lettura ulteriore, incrociata con quella di altri giurati, sono arrivata alla scelta del libro di Tiziana Tius.

FB: Avrai notato come la “componente giovani” della giuria (un gruppo di ragazze e ragazzi del Liceo Marzoli di Palazzolo, che hanno partecipato nell’ambito di uno stage in collaborazione con la Rassegna) si sia quasi naturalmente “chiamata fuori” dalla valutazione della poesia (e anche un po’ della saggistica, a dire il vero). Giovani e poesia, Poesia e giovani. Hai qualcosa da dire a proposito?

MZ: Non amo le categorie, ma concordo con te sulla “marcia indietro” nei confronti della poesia dei giovani coinvolti nel concorso. In realtà, durante una riunione, ho chiesto a un ragazzo di leggere per conto suo, possibilmente ad alta voce, uno dei libri che avevo identificato tra i più interessanti. L’ha fatto volentieri, indicandomi una delle poesie che aveva apprezzato. Forse bisogna leggere più poesia ai ragazzi, anzi, loro dovrebbero leggerla, anche a scuola durante le lezioni, in prima persona. Farla conoscere sia attraverso i grandi nomi e i classici, sia con le nuove voci della poesia contemporanea, voci più vicine alle loro esperienze quotidiane. Farla “provare” e “sentire” in prima persona.
FB: Su Eresia del pianto di Tiziana Tius, edito da Thauma, la tua valutazione concordava con quella degli altri membri della giuria che l’hanno letto, me compreso.

MZ: La poesia di Tiziana Tius mi ha colpito fin dalla prima lettura. Il suo verso (corto e necessario) trattiene tutte le voci dell’amore e del dolore. Parole che si assaggiano lettera dopo lettera, in un viaggio che ci regala “evanescenze luminose” e ferite di conoscenza.

La sua poesia è un continuo “trasloco”, che ti porta a guardare e sentire le cose “di lato”, sui confini, perché “le ombre s’insinuano, i silenzi bivaccano sulla soglia”. Pur in questa dimensione del “mare” e dell’onda, del “mezzo” e dell’incertezza, la poesia di Tiziana Tius è calibrata molto bene, e per questo mi ha convinto, fa sentire il peso delle sue parole, tutte importanti e scavate a misura, come deve essere quando si fa poesia.

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