Organizzazione

Direzione artistica

Daniela Mena

Equipe Associazione L’Impronta

Paolo Festa (presidente), Gianni Rocco, Daniela Mena, Elisa Marengo, Stella Bosetti, Nathalie Bourguin, Anna Colosio, Giuseppe Filippini, Lorenzo Galli, Beniamino Grasselli, Gaia Facchetti, Chiara Vignoni, Luca Mena, Giuseppe Mena, Angelo Mena, Annalisa Mombelli, Michele Pilo, Romina Rinaldi, Stefano Ronchi, Tullia Salvoni, Marco Schivalocchi, Massimo Zerbini, Francesca Danesi

Comitato Scientifico

Associazione L’Impronta con il contributo straordinario di
Gabriele Archetti – docente universitario, presidente di Fondazione Cogeme
Massimo Bray – direttore Istituto Enciclopedia Italiana Treccani
Giancarlo Pallavicini – Economista – Accademico delle scienze della Federazione Russa
Mons. Pasquale Iacobone Responsabile Dipartimento Arte e Fede
Pontificio Consiglio della Cultura
Giangiacomo Schiavi – scrittore, ex vicedirettore Corriere della Sera
Annarita Briganti – giornalista culturale e scrittrice
Alex Corlazzoli – giornalista Il Fatto Quotidiano e scrittore
Claudio Baroni – giornalista Giornale di Brescia
Nicoletta Del Vecchio – giornalista RadioVera
Paolo Aresi – scrittore e giornalista culturale

Segreteria

Elisa Marengo, Stefania Raffi, Marco Schivalocchi, Silvana Piantoni, Eleonora Lucchini, Cristiana Bulla

Accoglienza

Patrizia Grasselli, Stefano Ronchi

Gestione sale presentazione

Tenda delle feste: Agata Nawalaniec, Alba Carminati, Sala Morcelli: Chiara Vignoni, Laura Stagnoli Sala del Conte: Luca Grazioli, Serena D’Angelo Sala Rodari: Stella Bosetti, Nadia Barbareschi Scuderie: Gaia Facchetti, Paola Carminati

Logistica

Beniamino Grasselli, Michele Pilo, Giuseppe Filippini, Krenar Hidri

Fonico

Ramon Pasini

Fotografie

Marco Foglia, Giuseppe Filippini, Massimo Zerbini, Elena Rodella

Video

Romina Rinaldi, studenti Samber

Servizi multimediali

Giuseppe Mena, Luca Mena, Marco, Andrea

Tesoreria

Paolo Festa

Ufficio Stampa

Anna Colosio


Lasciare un’impronta significa innanzitutto esserci, esistere. I fantasmi e gli inconsistenti non lasciano impronte di nessun genere. Lasciare un’impronta significa avere un peso, uno spessore, una sostanza. Lasciare un’impronta significa avere un’identità, una riconoscibilità, un senso di appartenenza, delle radici profonde. Lasciare un’impronta significa lasciare una traccia, indicare un cammino, testimoniare un percorso, assumersi la responsabilità di guidare. Lasciare un’impronta è un grande impegno, è una scommessa dal fascino profondo, è un servizio che ha il sapore della politica autentica. Che sia un’impronta chiara, autorevole, credibile, condivisa. Mino Facchetti – già Sindaco di Chiari, Chiari lì 20 settembre 2002.


L’associazione L’Impronta

L’associazione “L’Impronta” è nata nell’autunno dell’anno 2000 per volontà di comuni cittadini che, pur essendo di diversa estrazione politica, hanno deciso, dopo aver sostenuto insieme un progetto elettorale, di continuare una esperienza di collaborazione e di arricchimento che potesse coinvolgere in vario modo, e a diverso titolo, prima di tutto la cittadinanza clarense e quindi anche il territorio circostante. Tra gli elementi fondanti, di questa associazione, va certamente citato il desiderio di sensibilizzare e coinvolgere, attraverso un linguaggio nuovo, moderno e chiaro, un numero sempre più vasto di persone, circa le diverse problematiche politiche e sociali, anche al di là del ristretto ambito territoriale. Nel febbraio del 2001 l’associazione, attraverso un Atto Pubblico, si è ufficialmente costituita ed ha assunto una sua personalità giuridica.

Lo Statuto

Le finalità e gli scopi dell’associazione sono chiaramente espressi nell’articolo 2 dello Statuto nel quale si legge: Gli scopi perseguiti dall’associazione sono: a) valorizzare, promuovere e sviluppare, in autonomia, all’interno della realtà sociale del territorio in cui opera, i temi della politica, dell’arte e della cultura; b) svolgere in genere tutte le attività che si riconoscano utili per il raggiungimento dei fini che l’associazione si propone, quali ad esempio: conferenze, mostre, concerti, pubblici dibattiti; c) promuovere un osservatorio dei bisogni primari del proprio territorio al fine di diffonderne la conoscenza, proporre idee e progetti, valorizzare le risorse disponibili ad operare per una loro risoluzione; d) diffondere, in proprio o in collaborazione con altri, attraverso i mezzi di comunicazione ritenuti più opportuni, le proprie iniziative, nonché (attraverso gli stessi) divulgare sensibilizzare ed informare su tutto quanto concerne le attività espresse nei precedenti paragrafi a-b-c.

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