L’AI VUOLE SEMPLICEMENTE RENDERTI “MIGLIORE”
CHE CONSEGUENZE, SE LE INTELLIGENZE ARTIFICIALI HANNO PREGIUDIZI?
Con Valentina Tomirotti
Quando metti un filtro su un selfie, inconsciamente stai delegando al digitale la definizione di bellezza e, per estensione, di giusto o sbagliato. Cosa succede, allora, quando deleghi in toto all’intelligenza artificiale le scelte su un’immagine, su un contenuto, su un pezzo di rappresentazione della realtà? Come “ragionerà” il tool? Quali saranno le “motivazioni” che lo guideranno? E che ricadute potrebbero avere quelle “motivazioni”? E’ quello che ha voluto verificare Valentina Tomirotti – giornalista, attivista e consulente in comunicazione inclusiva – con una sua fotografia: ha chiesto all’AI di migliorarla, senza ulteriori specifiche. E il tool ha deciso di toglierle la disabilità. E’ l’intelligenza artificiale ad avere pregiudizi, oppure si tratta di bias, di riflessi dei creatori e della società in genere? Questi pregiudizi sono statici, oppure evolvono con l’apprendere di queste intelligenze? E che ricadute hanno da un punto di vista psiclogico, sociale…anche politico? Ne parliamo proprio con Valentina Tomirotti.

